Produttori Android contro Apple

IPhone lenti? I produttori Android dicono la loro

L’inatteso riconoscimento di Apple relativo al rallentamento intenzionale degli iPhone con batteria danneggiata ha innescato una reazione pubblica e azioni legali collettive contro l’azienda californiana. 

Mentre Cupertino è sotto attacco, i produttori Android vedono questa scoperta l’occasione perfetta per capitalizzare le critiche. Le migliori aziende che realizzano dispositivi alimentati dal sistema operativo mobile di Google hanno infatti confermato che non utilizzano queste pratiche per favorire l’acquisto di nuovi modelli. Samsung, LG, HTC e Motorola hanno negato i rallentamenti intenzionali sui loro modelli più vecchi, affermando nelle dichiarazioni fornite ai media che la riduzione della velocità della CPU non li riguarda.

HTC ha riferito in un breve commento che: “Questo non è qualcosa che facciamo”, mentre Motorola ha spiegato che “non limitiamo le prestazioni della CPU sulla base di batterie meno recenti”. Interrogato in merito, il portavoce di LG ha riferito che “Non l’abbiamo mai fatto, mai lo faremo! Ci interessa ciò che pensano i nostri clienti”.

Samsung ha offerto una dichiarazione più dettagliata in merito: “La qualità del prodotto è stata e sarà sempre la massima priorità di Samsung Mobile. Garantiamo una maggiore durata della batteria dei dispositivi mobili Samsung attraverso misure di sicurezza multistrato, che includono algoritmi software che regolano la corrente di carica della batteria e la durata della carica. Non riduciamo le prestazioni della CPU attraverso gli aggiornamenti software durante i cicli di vita del telefono”.

Le scuse di Apple

Apple si è scusata per aver rallentato i vecchi modelli di iPhone in una dichiarazione di poche ore fa, promettendo nuovi avvertimenti e informazioni nei futuri aggiornamenti di iOS e annunciando allo stesso tempo uno sconto per la sostituzione della batteria da 79 a 29 dollari.

Questa mossa non scaccia però i fantasmi. Le autorità coreane hanno chiesto alla compagnia di spiegare a fondo il rallentamento mentre la Francia sta considerando una causa gigante che potrebbe portare a  pesanti risarcimenti.

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