Xiaomi Lei Jun

Xiaomi non affretterà i tempi della propria espansione

Si era intuito e ora è arrivata una nuova conferma a riguardo. Il produttore cinese Xiaomi non ha alcuna fretta di espandersi a livello internazionale e intende farlo poco a poco. A riferirlo è lo stesso CEO della società all’inizio di questa settimana.

“Ci vogliono tempo e risorse per conoscere ed entrare in un nuovo mercato per via degli ambienti culturali, legali e commerciali diversi. L’espansione frettolosa potrebbe causare molti problemi”, ha detto Lei Jun durante la sessione annuale del Congresso Nazionale del Popolo (NPC) in Cina.

L’azienda di tecnologia ha iniziato la sua espansione all’estero tre anni fa e ora è presente in oltre 20 paesi e regioni del mondo. Purtroppo, al di fuori dell’Asia, gli store online vendono solamente accessori e per acquistare gli smartphone in Europa bisogna per forza rivolgersi agli importatori online.

Al contrario, ci sono voluti due anni per diventare uno dei primi cinque marchi di smartphone in India, il più grande mercato oltre a quello cinese. Un successo considerando il fatturato di circa 1 miliardo di dollari USA nel 2016.

“L’India è un buon esempio la cui esperienza può essere condivisa per l’espansione in altri Paesi, e Xiaomi partirà dai mercati vicini per poi proseguire in quelli occidentali”, ha detto Lei.

Per rendere l’espansione delle imprese cinesi hi-tech all’estero più facile, Jun ha suggerito che le autorità cinesi potrebbero istituire uffici specifici in paesi stranieri per offrire servizi di consulenza legale, culturali e commerciali e contribuire la cooperazione con i mercati esteri.

“In cinque o dieci anni, gli smartphone cinesi potrebbero guadagnare popolarità globale con prodotti dal design impressionante, qualità, servizi e prezzi ragionevoli”, ha concluso Jun nel suo intervento.

Insomma, siamo ancora lontani dal vedere Xiaomi in Europa e dopo l’addio di Hugo Barra non è neanche così scontato.

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